L'Esperto Risponde - Cresco

Potete consultare le risposte alle domande di maggior interesse con facilità, grazie all’organizzazione in aree tematiche, ed in tempo rapido grazie al filo diretto di comunicazione offerto dal web. Nella stessa sezione saranno pubblicate news inerenti agli aggiornamenti sulla sicurezza e formazione.

Per gli operatori delle attrezzature di lavoro come deve essere documentato il corso di formazione pregressa?

L’Accordo riconosce il valore della formazione effettuata anteriormente al 12 marzo 2013 solo a condizione che sia integrata da apposito corso di aggiornamento entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore dell’Accordo.
Quindi in caso di mancato aggiornamento entro il 12 marzo 2015, gli operatori delle indicate attrezzature dovranno essere sospesi dalla mansione ed effettuare per intero il corso abilitante previsto dall’ Accordo.
Per i lavoratori già formati e addestrati la norma prevede il riconoscimento della formazione pregressa, una formazione eventualmente integrata da un modulo di aggiornamento e/o dalla verifica di apprendimento a seconda che la formazione sia stata effettuata o meno nelle stesse modalità previste dall’ Accordo.
Al fine del riconoscimento del corso effettuato prima dell’entrata in vigore dell’accordo, questo deve essere documentato tramite registro del corso recante:

  • elenco dei partecipanti (con firme), nominativi e firme dei docenti, contenuti, ora di inizio e fine, esiti della valutazione teorica e dell’esercitazione pratica. La documentazione deve esser e conservata per almeno 10 anni dalla data di conclusione del corso. Il partecipante al corso deve essere in possesso di attestato di partecipazione (punto 9.3);

In seguito la Circolare MLPS n. 21 del 10/06/2013 ha chiarito al punto 6. che la documentazione indicata nel punto 9.3 dell’Accordo ha natura esemplificativa e non tassativa.
Ciò significa che non è obbligatorio disporre della documentazione attestante la formazione pregressa, anche se ovviamente consigliabile.

Cosa accade all’RSPP che non si aggiorna nei tempi previsti?

La Commissione Interpelli risponde ad un quesito sull’aggiornamento dell’RSPP in relazione al riconoscimento dei crediti professionali e formativi pregressi.

Se non rispetta quanto richiesto dalla normativa perde la sua operatività? Fino a quando?

Molto delicato è il tema dei crediti formativi richiesti per l’aggiornamento di varie attività professionali e delle eventuali conseguenze in caso di non completamento di quanto richiesto dalla normativa nazionale.

Un ambito professionale in cui può essere necessario frequentare un numero dato di ore di aggiornamento, anche in relazione a quanto richiesto dalla normativa vigente per il riconoscimento di crediti professionali e formativi pregressi, è quello del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

Cosa accade se l’RSPP non arriva, nel suo percorso di aggiornamento, alle ore di frequenza previste dalla legge? Deve essere annullato il corso formativo globale dell’RSPP? Ci può essere invece solo una impossibilità temporanea ad esercitare le funzioni per il periodo di inadempienza?.

E’ l’Interpello n. 15/2015 del 29 dicembre 2015 che ha per oggetto la “risposta al quesito in merito all’aggiornamento del RSPP di cui al punto 2.6 dell’Accordo Stato-Regioni del 26/01/2006” a dare una risposta a queste domande – ricordando che da tempo è in fase di revisione l’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 che disciplina i corsi di formazione per lo svolgimento delle funzioni di responsabile e addetto del servizio di prevenzione e protezione.

In merito “all’aggiornamento del RSPP di cui al punto 2.6 dell’Accordo Stato- Regioni del 26/01/2006” viene richiesto alla Commissione Interpelli “se, relativamente ai corsi di aggiornamento per RSPP nel caso di riconoscimento di crediti professionali e formativi pregressi di cui al punto 2.6 dell’Accordo Stato-Regioni del 26/01/2006, la mancata frequenza entro il 14/02/2008 di almeno il 20% delle ore previste dal percorso di aggiornamento per uno specifico macrosettore, ma con completamento nel quadriennio successivo dell’intero percorso formativo previsto (compreso il recupero delle ore non effettuate nel primo anno di aggiornamento), implichi l’annullamento del percorso formativo globale o costituisca unicamente una impossibilità temporanea ad esercitare la funzione di RSPP per il solo periodo di inadempienza”.

La Commissione Interpelli, prima di dare una risposta, fa alcune premesse normative.

In particolare il testo del comma 2 dell’art. 32 del D.Lgs. 81/2008.

Articolo 32 – Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni

  1. Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.
  2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al precedente periodo, è necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato di cui all’articolo 28, comma 1, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali. I corsi di cui ai periodi precedenti devono rispettare in ogni caso quanto previsto dall’Accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006, e successive modificazioni.

Inoltre l’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, al punto 2.6, stabilisce che ‘il riconoscimento dell’esperienza lavorativa già maturata dai RSPP e dagli ASPP, è riportato nelle rispettive tabelle A4 e A5, del presente accordo’.

Si specifica che il punto 2.3 dell’ Accordo Stato-Regioni del 05 ottobre 2006, che fornisce le linee guida interpretative dell’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, stabilisce che “in coerenza con quanto esplicitato al punto L1 delle presenti Linee interpretative, per coloro che possono usufruire dell’esonero dalla frequenza del Modulo B sulla base del riconoscimento di crediti professionali pregressi, l’obbligo di aggiornamento legato all’esonero decorre dal 14/2/2007 e deve essere completato entro il 14/2/2012. Entro il 14/2/2008 dovrà essere comunque svolto almeno il 20% del monte ore complessivo d’aggiornamento relativo ai macrosettori di appartenenza, di cui al successivo punto 3.[…]“.

Inoltre si riporta quanto indicato dall’ Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012, accordo relativo all’approvazione delle linee guida sulla formazione di dirigenti, preposti e lavoratori e datore di lavoro/RSPP interpretativi degli Accordi del 21 dicembre 2011.

Riportiamo parzialmente il contenuto del paragrafo “La formazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione” dell’Allegato A contenuto nell’Accordo:

La formazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (…)

Per coloro che possono usufruire dell’esonero dalla frequenza del Modulo B sulla base del riconoscimento di crediti professionali pregressi, l’obbligo di aggiornamento legato all’esonero decorre dal 14/2/2007 e deve essere completato entro il 14/2/2012.

Ciò premesso, si rileva che molti ASSP e RSPP non sono riusciti a completare l’aggiornamento entro il 14 febbraio 2012 che rappresenta, di fatto, la prima scadenza, in ordine cronologico, dell’obbligo di aggiornamento e riguarda i soli esonerati previsti nell’accordo del 26 gennaio 2006.

Tale situazione si potrà comunque manifestare anche in futuro ogni qualvolta un ASPP o RSPP non dovesse riuscire a completare l’aggiornamento nei 5 anni previsti e si ritiene pertanto necessario fornire alcune prime indicazioni operative finalizzate a disciplinare i casi di mancato assolvimento del predetto obbligo di aggiornamento, da ritenersi valide in attesa della revisione dell’accordo del 26 gennaio 2006, così come previsto al punto 2.7 dello stesso.

Relativamente alla formazione, l’accordo specifica che sia il Modulo A che il Modulo C costituiscono credito formativo permanente.

Relativamente al modulo B, sia nell’accordo che nelle successive linee interpretative, è specificato che: “Il credito ottenuto con la frequenza al modulo B è valido per cinque anni. Alla scadenza dei cinque anni scatta l’obbligo di aggiornamento”. Pertanto, si ritiene che l’ASPP o il RSPP che non adempia l’obbligo di aggiornamento nei tempi previsti, perda la propria “operatività”.

Ciò significa che, pur mantenendo il requisito derivato dalla regolare frequenza ai corsi, egli non è in grado di poter esercitare i propri compiti fintanto che non venga completato l’aggiornamento per il monte ore mancante, riferito al quinquennio appena concluso. Il completamento dell’aggiornamento consente, pertanto, di riacquisire la fruibilità del credito relativo al modulo B consentendo, contemporaneamente, a ASPP e RSPP di recuperare la propria “operatività”.

E, conclude la Commissione Interpelli in risposta al quesito, “in analogia a quanto precisato nel citato Accordo Stato-Regioni del 25/07/2012, la mancata frequenza ad almeno il 20% delle ore previste dal percorso di aggiornamento per uno specifico macrosettore entro il 14/02/2008, ha comportato l’impossibilità, da parte del RSPP o dell’ASPP di poter esercitare i propri compiti solo fino all’avvenuto completamento del 20% delle ore previste”.

Cosa cambia con il Nuovo Accordo STATO-REGIONI 2016?

Il 7 luglio è stato approvato il nuovo accordo stato Regioni 2016 riguardo la formazione di RSPP e ASPP che:

In attesa di una analisi più approfondita, le prime novità si rilevano in questi argomenti:

  • Titoli di studio ed esoneri:

È stata aumentata la lista delle lauree che si considerano titolo di studio esonerante per la frequentazione dei corsi (vedi Allegato A art. 1)

  • E-learning:

Introdotta la formazione a distanza per la formazione specifica basso rischio (vedi allegato IV)

  • Aggiornamento di RSPP e ASPP:

Indipendentemente dal settore l’aggiornamento sarà di 40 ore per RSPP e 20 ore per ASPP, ma fino al 50% potranno essere svolte tramite partecipazione a convegni

  • Moduli:

Introdotto il modulo B comune a cui aggiungere la formazione specialistica per 4 settori (chimico, agricoltura, cave, sanità)

Inoltre una parte rilevante è dedicata alle indicazioni metodologiche per la progettazione dei corsi.

Per terminare la formazione posso partecipare a corsi/convegni singoli come fatto nel 2015 oppure devo seguire un corso completo (ho letto di un limite del 50%)?

L’aggiornamento può essere ottemperato anche per mezzo della partecipazione a seminari o convegni, a condizione che essi trattino delle materie o i cui contenuti siano coerenti con quanto indicato nel presente paragrafo,e comunque per un numero di ore che non può essere superiore al 50€ del totale di ore di aggiornamento complessivo:

ASPP: 10

RSPP:20

L’entrata in vigore nel nuovo accordo sulla formazione degli ASPP\RSPP ci impatta? Gli RSPP devono fare degli aggiornamenti? ho letto qualcosa in giro ma le informazioni mi sembrano abbastanza discordanti?

Il nuovo accordo approvato il 07 luglio 2016 prevede l’abrogazione degli accordi del 26 gennaio 2006 e del 05 ottobre 2006. Transitoriamente, per un anno dall’entrata in vigore dell’Accordo , i corsi per Rspp e Aspp possono ancora svolgersi secondo quanto previsto dall’accordo del 26 gennaio 2006.

Fermo restando le rispettive norme di riferimento e le eventuali sanzioni previste per i soggetti obbligati, l’assenza della regolare frequenza ai corsi di aggiornamento, qualora previsti, non far venir meno al credito formativo maturato dalla regolare frequenza ai corsi abilitanti e il completamento dell’aggiornamento, pur se effettuato in ritardo, consente di ritornare ad eseguire la funzione esercitata.

In ogni caso per poter esercitare la propria funzione, gli Rspp e gli Aspp dovranno, in ogni istante, poter dimostrare che nel quinquennio hanno partecipato a corsi di formazione per un numero di ore non inferiore a quello minimo previsto.

Alla data di entrata in vigore del presente accordo, l’eventuale completamento dell’aggiornamento relativo al quinquennio precedente, potrà essere realizzato nel rispetto delle nuove regole.

Una delle novità introdotte dal nuovo accordo del 07 luglio 2016 infatti è il sistema di aggiornamento per Rspp ed Aspp che cambia completamente abolendo quello precedente che collegava gli aggiornamenti a diverse classi di attività.

Le ore dell’aggiornamento pertanto con il nuovo accordo risulteranno così suddivise:

RSPP: 40 ORE nel quinquennio

ASPP: 20 ORE nel quinquennio

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