In questi ultimi anni l’argomento della sicurezza aziendale ha espresso innumerevoli sfumature dedicate al soccorso delle persone con disabilità o persone che, di fatto, in caso di necessità particolari legate all’emergenza, presentano delle specifiche esigenze per le quali bisogna prestare massima attenzione affinché le stesse siano adeguatamente assistite o protette.
In “Vigili del Fuoco e soccorso: ‘la disabilità in soccorso dei Vigili del Fuoco’. Approccio alla sicurezza, in ambito aziendale e non solo, delle persone con esigenze specifiche”, a cura di Lorenzo Pecorella (Geometra, Responsabile Gruppo di Lavoro “soccorso alle persone con disabilità”, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trieste) si affronta tale argomento e nello specifico si evidenzia che la strategia del soccorso alle persone con esigenze specifiche non è di facile pianificazione e molto spesso i documenti della sicurezza prevedono per tale tipologia di azione il “cosa” fare e molto spesso tralasciano il “come” farlo. 70 Il quadro normativo in merito ai criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro è di fatto molto esplicito in materia, in quanto il D.M. 10 marzo 98 detta specifici obblighi al datore di lavoro che deve necessariamente “individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure del luogo di lavoro”, inoltre lo obbliga a “considerare le altre persone disabili che possono avere accesso nel luogo di lavoro”. Tale particolare disposizione esprime l’assoluto concetto che le persone con disabilità, presenti a qualsiasi titolo all’interno di una realtà lavorativa, ovviamente devono essere tutelate in situazioni emergenziali.
Normalmente il soccorso e la tutela del lavoratore/dipendente con un determinato grado di disabilità, possono essere preventivamente pianificati e studiati nei minimi termini in quanto la persona da soccorrere è sostanzialmente a conoscenza del sistema di sicurezza complessivo dell’azienda, e inoltre, gli stessi colleghi addetti antincendio, appositamente addestrati in merito, conoscono le specifiche tecniche da adottare per il soccorso del proprio collega, in quanto l’azione del soccorso è già stata pre-pianificata in base al grado e alla tipologia di disabilità del collega da soccorrere e, soprattutto, in base agli input dettati dallo stesso. Risulta invece decisamente più complesso, da parte degli addetti antincendio, l’approccio in emergenza delle persone con disabilità che, per qualsiasi motivo, siano presenti all’interno dell’azienda, “altre persone disabili che possono avere accesso nel luogo di lavoro”.
In sintesi, l’addetto incaricato a gestire in emergenza le persone con esigenze specifiche dovrebbe garantire il seguente grado di risposta: – saper individuare e comprendere le necessità, intese come tipologia di disabilità, della persona da soccorrere; – essere in grado di saper comunicare un primo rassicurante messaggio per garantire l’allontanamento; – saper riconoscere gli eventuali ausili posseduti dalla persona con disabilità; – saper eseguire delle concrete misure di supporto compatibili con le problematiche della persona da soccorrere.
E si indica che la capacità e l’affidabilità dei soccorritori “dovrebbe focalizzarsi sia valutando il parametro dettato dall’attuale normativa, ‘fisicamente idoneo’ (art. 8.3.2. D.M. 10.03.98)”, sia con riferimento a tre specifici aspetti (conoscenza, abilità e consapevolezza).
– conoscenza: “per quanto riguarda la ‘conoscenza’, i parametri sono ben delineati”. Un adeguato “corso di formazione, specifico per il soccorso alle persone disabili o con specifiche difficoltà, potrebbe sopperire nei migliori dei modi all’eventuale inesperienza nel ‘non conoscere l’emergenza e la relativa azione da attuare per affrontare adeguatamente l’evento’”;
– abilità e consapevolezza: “più complessa la formazione dell’’abilità’, intesa come atto del saper fare, e della ‘consapevolezza’, intesa come atto dell’essere consci, nei momenti di maggior stress psico-fisico, delle azioni da intraprendere durante l’emergenza”.
La formazione del dipendente aziendale “qualificato”, non deve prevedere esclusivamente i concetti formativi standard dettati dal D.M. 10.03.98 e svolti in base al livello di rischio della propria azienda, ma bensì, deve necessariamente approfondire i dettagli sulle corrette modalità di soccorso specifiche alle persone con determinate difficoltà.

I documenti/schede tecniche di cui al precedente punto e), rivestono particolare importanza nel contesto globale della formazione in argomento: si ritiene che la schematizzazione delle tecniche di trasporto/accompagnamento sia un utile ed adeguato strumento per mantenere viva la memoria dei particolari e delle varie tipologie di approccio al soccorso.
Fonte e approfondimenti: “ Vigili del Fuoco e soccorso: ‘la disabilità in soccorso dei Vigili del Fuoco’. Approccio alla sicurezza, in ambito aziendale e non solo, delle persone con esigenze specifiche”, a cura di Lorenzo Pecorella (Geometra, Responsabile Gruppo di Lavoro “soccorso alle persone con disabilità”, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trieste).

