Nella giornata dell’8 agosto 2018, il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale al Regolamento generale sulla protezione dei dati (norma europea divenuta pienamente operativa a partire dal 25 maggio scorso).
Il decreto – emanato in attuazione dell’articolo 13 della Legge di delegazione europea 2016-2017 (Legge 25 ottobre 2017, 163) – è volto ad armonizzare il Codice della Privacy alla normativa europea.
Secondo quanto si apprende dal comunicato stampa diramato dal Governo, verrà garantito un avvio morbido per le ispezioni e le eventuali sanzioni a imprese e PA non ancora adeguate alle nuove norme del regolamento europeo sulla privacy.
Il Codice della Privacy che, secondo una prima formulazione del provvedimento, era destinato alla completa abrogazione, nella formula definitiva, rimane in vigore ma si dovrà armonizzare ai principi fissati nel Regolamento Generale sulla protezione dei dati, primo fra tutti a quello di accountability.
In tale periodo transitorio troveranno applicazione i provvedimenti del Garante e le autorizzazioni, nonché i Codici deontologici vigenti; i provvedimenti e le autorizzazioni del Garante solo in seguito verranno riesaminati per adeguarli alla nuova normativa.
Infine, per agevolare le piccole e medie imprese infine, il Garante promuoverà uno statuto speciale per l’adeguamento al nuovo regolamento per i titolari del trattamento di dati.




