Con la sentenza del 5 Aprile 2018 relativa ad infortunio occorso ad un saldatore durante il posizionamento delle barre sul cantilever, si addebita all’imputato, quale datore di lavoro, una serie di condotte omissive, casualmente riconducibili all’infortunio, quali l’omessa redazione di un documento di valutazione dei rischi, l’omessa designazione di un RSPP, l’omessa informazione ai lavoratori sui rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro e di formazione dei medesimi sui rischi riferiti alle mansioni, l’omessa adozione nei locali di lavoro di apposita segnaletica di sicurezza.
Secondo la Corte di appello la mancanza di una formazione in senso formale dei lavoratori e soprattutto la mancanza di formazione e di un DVR riguardo alle procedure esecutive delle operazioni di movimentazione e di stoccaggio, rispetto alle quali regnava grande confusione tra i dipendenti dell’azienda – avendo alcuni (tra i quali il N. e la persona offesa) riferito che non era necessario rilegare le barre prima di riporle sulla scaffalatura, altri invece affermato il contrario -, ha determinato l’evento, nel senso che, a giudizio della Corte territoriale, la rovinosa caduta delle barre – esclusa l’ipotesi difensiva di un intervento attivo del lavoratore – poteva essere stata provocata unicamente da un maldestro riposizionamento delle stesse, avvenuto la sera prima dei fatti, quando le barre erano state rimesse sullo scaffale, dopo essersi ribaltate, così come si trovavano.
Approfondisci la lettura della sentenza su OLYMPUS (Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro)

