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Misure urgenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro : Decreto 146/2021

Lo scorso 22/10/2021 è stato emanato il decreto 146/2021 contenente le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare si è sottolineata l’importanza delle troppi morti bianche che purtroppo hanno caratterizzato questo 2021.

In merito a ciò, il Governo, ha ritenuto importante porre maggiore attenzione a questo problema apportando diverse modifiche al precedente decreto:

  • Rafforzamento dell’attività di coordinamento ed ispettiva, tesa a prevenire le situazioni di illegalità e di pericolo;
  • Inasprimento delle sanzioni nei confronti delle imprese inadempienti, sia di quelle che non abbiano posto in essere le misure previste dal D.lgs. 81/2008, sia quelle in cui sono individuati lavoratori irregolarmente assunti o addirittura “al nero”.
  • Per prevenire questo rischio, il decreto appena emanato prevede un rafforzamento del ruolo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Particolarmente importante è stata la decisione del personale dell’Ispettorato in materia, che va a integrare un apposito capitolo dell’INL stesso, finalizzato a finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro oltre all’aumento dell’organico. Infatti è prevista l’assunzione di 1.024 unità e un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023 per dotare il nuovo personale ispettivo della strumentazione idonea per poter svolgere l’attività di vigilanza. Vengono anche  definiti gli illeciti in materia di salute e sicurezza da considerarsi gravi e per i quali non sarà più richiesta alcuna “recidiva” ai fini dell’ adozione del provvedimento che  scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche .

Nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare, il soggetto sospeso, deve pagare una somma pari a 2.500 euro fino a cinque lavoratori irregolari ed a 5.000 euro se sono impiegati più di cinque lavoratori irregolari. Finora, la sanzione era pari a euro 2.000, a prescindere dal numero dei lavoratori. A tal fine sono state individuate tre soglie: euro 3.000, euro 2.500 oppure euro 300 per ciascun lavoratore interessato, anche qui con un notevole aggravio rispetto alla situazione precedente, quando la sanzione era pari a euro 3.200 a prescindere dal tipo di violazione accertata.

L’imprenditore sospeso che non chieda la revoca e non rispetti la sospensione è punito con l’arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro oppure con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.

FONTE : GAZZETTA UFFICIALE

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