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Archivio Categorie: News

Green Pass obbligatorio per chi partecipa ai corsi di formazione

A partire da domani, dal 15 ottobre 2021 fino al 31/12/2021 per chiunque svolga un’attività lavorativa, di formazione o di volontariato deve esibire il Green Pass per poter accedere presso i luoghi di lavoro pubblici e privati. Secondo l’art. 3 del D.L. 127/2021 è in capo ai lavoratori che accedono ai luoghi di lavoro del proprio datore di lavoro l’obbligo di esibire il Green Pass.  Inoltre, questo obbligo è rivolto anche ai soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa, di formazione, di Volontariato nei luoghi in cui venga svolta un’attività imprenditoriale pubblica o privata, anche sulla base di contratti esterni. I “soggetti che svolgono a qualunque titolo la propria attività di formazione”, cioè i discenti dei corsi di formazione, sono obbligati ad esibire il Green Pass per accedere ai luoghi in cui viene svolta la formazione, qualora gli stessi siano “luoghi di lavoro”. Da quanto sopra, il datore di lavoro del centro di formazione deve attuare le opportune procedure per verificare il Green Pass a tutti i discenti, lavoratori o meno, che accedano a qualunque titolo ai luoghi di formazione. Quanto all’obbligo di controllo, qualora il discente non abbia un’occupazione, il Green Pass verrà controllato solo dall’incaricato al momento dell’accesso nell’ente di formazione se, invece, il discente è un lavoratore, la verifica del Green Pass, oltre che dai soggetti di cui al primo periodo (imprenditore privato ove si accede), è effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro.

 

Nuovi obblighi per le aziende: la nomina del Mobility manager e la redazione del piano spostamenti casa-lavoro dei dipendenti

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale n. 179 del 12 maggio 2021, per l’istituzione della figura del “Mobility manager aziendale“.
Il decreto definisce la figura del Mobility manager aziendale quale:  figura specializzata nel governo della domanda di mobilità e nella promozione della mobilità sostenibile nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente. Il decreto identifica, inoltre, i suoi compiti. Egli deve redigere entro il 31 dicembre di ogni anno e, in fase di prima applicazione, entro 180 gg dalla data di entrata in vigore del presente decreto (quindi entro il 23 novembre 2021), il piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) e lo deve comunicare al Comune di localizzazione dell’unità locale entro i successivi 15 giorni. Tale piano costituisce lo strumento di pianificazione degli spostamenti sistematici casa-lavoro del personale dipendente e deve essere orientato a promuovere forme di mobilità sostenibile alternative all’uso del veicolo personale a motore;
Il decreto prevede che l’obbligo di nomina del Mobility manager aziendale spetti alle aziende con singole unità locali con più di 100 dipendenti situate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia o in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti.
Ai fini della verifica della soglia dei 100 dipendenti per ogni singola unità locale, il decreto inoltre stabilisce che si considerano come dipendenti, oltre a quelli assunti dall’azienda, anche i lavoratori che, seppur dipendenti di altre imprese o enti, operano stabilmente o con presenza quotidiana continuativa, presso la medesima unità locale in virtù di contratti di appalto di servizi o di forme quali distacco, comando o altro.
Il Mobility manager aziendale deve essere in possesso di un’elevata e riconosciuta competenza professionale e/o comprovata esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela dell’ambiente.

Gazzetta Ufficiale : Pubblicato il “Decreto controlli” sugli impianti antincendio

In Gazzetta è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Interno del 1 settembre 2021 contenente i criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81.

Riportiamo l’Allegato 1 :

  •  Il datore di lavoro deve predisporre di un registro dei controlli dove vengono annotati i controlli periodici e gli interventi di manutenzione sugli impianti, attrezzature, altri sistemi di controllo sicurezza antincendi, secondo le cadenze temporali indicate da disposizioni, norme e specifiche tecniche pertinenti, nazionali o internazionali, nonché dal manuale d’uso e manutenzione. Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per gli organi di controllo.
  • La manutenzione e il controllo periodico degli impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio devono essere effettuati da tecnici manutentori qualificati, nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, in accordo a norme e specifiche tecniche pertinenti, ed al manuale di uso e manutenzione dell’impianto, dell’attrezzatura o del sistema di sicurezza antincendio.

Oltre all’attività di controllo periodico e alla manutenzione delle attrezzature, degli impianti e dei sistemi di sicurezza antincendio, devono essere sorvegliati con regolarità dai lavoratori normalmente presenti, adeguatamente istruiti, mediante la predisposizione di idonee liste di controllo secondo i criteri dell’Allegato I dello stesso decreto in questione. Viene poi evidenziato che l’applicazione della normazione tecnica volontaria, intese quindi le normative ISO, IEC, EN, CEI e UNI conferiscono presunzione di conformità.

FONTE : Gazzetta Ufficiale

Morti bianche : è allarme!

Gli incidenti mortali sono ancora un grave dilemma all’interno delle aziende italiane. Questa settimana il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi ha incontrato i leader sindacali dopo che il premier, dall’assemblea di Confindustria, ha raccolto e rilanciato la proposta di un “patto per l’Italia” arrivata dal capo degli industriali Carlo Bonomi.

La Sicurezza sul Lavoro ha rappresentato uno dei principali temi in questione, in quanto, la strage delle morti bianche  falciano in media tre persone al giorno . I sindacati a tal proposito, per invertire questo trend, hanno portato avanti diverse proposte tra cui la costruzione di una “banca dati centrale per gli infortuni”. Spieghiamo meglio nel dettaglio. Si tratta di una sorta di “patente a punti per le aziende in grado di consentire o negare alle stesse di partecipare o meno ai bandi in base a storia sanitaria, sicurezza e infortuni” . Difatti, già dalla prossima settimana sono previsti dei provvedimenti , verranno date delle pene nel caso in cui le aziende non rispettassero le normative del Testo Unico 81/08.

Si tratta della realizzazione di una vera e propria “manovra”, come ha spiegato lo stesso Presidente Draghi il quale ha parlato di una modifica dell’art. 14 del D.lgs. 81/2008 in grado di rendere effettivo il potere di sospensione dell’attività dell’impresa nel caso in cui fossero accertate violazioni riguardanti la sicurezza sul lavoro.

Il governo ha anche promesso di accelerare sulle assunzioni dei 2mila nuovi ispettori del lavoro annunciati dal ministro Andrea Orlando nei mesi scorsi.

Attualmente, il fermo delle aziende è un’attività prevista solo nel caso di recidiva entro cinque anni dalla prima rilevazione di illecito, eventualità molto complessa da provare proprio per l’assenza di una banca dati .

Altra questione importante riguarda la sospensione delle aziende dal lavoro sommerso, la quale “soglia di tolleranza” si abbassa dal 20% al 10%, dopo di che, appunto, potrà scattare la pena sospensiva dell’attività imprenditoriale.

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