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Category Archives: News

Dati sanitari e database aziendale: interpello 4/2019

Con l’ interpello n. 4/2019 , la Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro presso il Ministero del lavoro fornisce il proprio parere riguardo la tenuta su supporto informatico della documentazione dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria.

La Commissione presso il Ministero del Lavoro sottolinea come il combinato disposta degli art. 25 e 53 del D.Lgs. n. 81 del 9.04.2008 consente esplicitamente l’impiego di sistemi di elaborazione automatica dei dati per la memorizzazione di qualunque tipo di documento previsto dal D.Lgs. 81/2018.

Per quanto concerne la custodia dei dati relativi alle cartelle sanitarie e di rischio inserite su un data base aziendale, sarà ovviamente necessario adottare soluzioni concordate tra datore di lavoro e medico competente. Quest’ultimo, nel rispetto del segreto professionale e della tutela della privacy, sarà l’unico a poter accedere al data base.

Eventuali accessi del datore di lavoro o dell’amministratore di sistema configureranno delle violazioni della privacy

Fonte: Min. Lavoro – Interpello n. 4/2019

 

L’OMS riconosce il burnout come sindrome legata allo stress da lavoro

L’OMS ha riconosciuto la sindrome del burn out come fenomeno di origine occupazionale ed è incluso nell’11a revisione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-11) come fenomeno professionale.

È descritto nel capitolo: “Fattori che influenzano lo stato di salute o il contatto con i servizi sanitari” – che include le ragioni per cui le persone contattano i servizi sanitari ma che non sono classificate come malattie o condizioni di salute.

 

Il burn-out è definito in ICD-11 come segue:

“Il burn-out è una sindrome concettualizzata come conseguenza dello stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo. È caratterizzato da tre dimensioni:

– sentimenti di esaurimento o esaurimento energetico;

– maggiore distanza mentale dal proprio lavoro, o sentimenti di negativismo o cinismo relativi al proprio lavoro;

– ridotta efficacia professionale.

 

Il burn out si riferisce specificamente ai fenomeni nel contesto occupazionale e non dovrebbe essere applicato per descrivere esperienze in altri ambiti della vita.

Il burn-out è stato incluso anche nell’ICD-10, nella stessa categoria dell’ICD-11, ma la definizione è ora più dettagliata. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta per intraprendere lo sviluppo di linee guida basate sull’evidenza sul benessere mentale nei luoghi di lavoro.

 

Fonte : OMS

Il futuro ruolo dei big data e dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro in Europa

Big data e intelligenza artificiale, sono i temi trattati da due recenti pubblicazioni Eu-Osha sull’impatto delle nuove tecnologie nella gestione del lavoro e sulla sicurezza.

Due nuovi documenti di discussione prospettici esaminano i benefici e i potenziali rischi connessi all’utilizzo di tali sviluppi digitali per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.

Il primo articolo, The future role of big data and machine learning in health and safety inspection efficiency verte sull’uso dei big data per l’efficienza delle ispezioni, esamina gli obiettivi delle ispezioni nel settore della salute e sicurezza sul luogo di lavoro (SSL).

Il secondo articolo Osh and the future of work: benefits and risks of artificial intelligence tools in workplaces  descrive gli ambiti e le modalità di applicazione dell’intelligenza artificiale (IA), ad esempio i processi decisionali sul luogo di lavoro nel settore delle risorse umane (analisi dei dati relativi agli individui, procedure di assunzione), la robotica con IA aumentata, i bot di chat nei centri di assistenza o le tecnologie indossabili nella linea di assemblaggio di una produzione.

Entrambi gli autori concludono che la soluzione migliore consiste nel coniugare l’intervento umano e l’IA.

Info: Eu-Osha big data e intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro 

Fonte: Quotidiano Sicurezza

 

Corsi per addetti al primo soccorso: attenzione ai corsi farlocchi

Fra gli obblighi che un’azienda deve rispettare per essere in regola con la legge c’è quello di nominare gli addetti al primo soccorso. Nello specifico le norme di riferimento sono gli artt.18-43-45 del D.Lgs. 81/08 e il DM 388/03.

 

Il compito principale dell’addetto al primo soccorso è quello di intervenire in caso di necessità, prima dell’arrivo dei soccorsi specializzati. Deve perciò conoscere i fondamenti del primo soccorso e saper interagire con il 118, per comunicare la necessità di un intervento.

 

corsi per addetti al primo soccorso si dividono in tre gruppi, a seconda della classificazione stabilita dal DM 388/03, e prevedono dei corsi di aggiornamento ogni tre anni:

– imprese del gruppo A: 16 ore di formazione obbligatoria, 6 per l’aggiornamento
– imprese del gruppo B: 12 ore di formazione obbligatoria, 4 per l’aggiornamento
– imprese del gruppo C: 12 ore di formazione obbligatoria, 4 per l’aggiornamento

 

Purtroppo la piaga dei corsi farlocchi non risparmia neppure le pratiche di primo soccorso.

Nonostante la legge prevede chiaramente che a tenere i corsi debba essere un medico professionista ci si imbatte in titolari della società di consulenza che, senza alcuna preparazione medica specifica, tengono loro stessi lezioni sulle pratiche di primo soccorso.

Non solo: la legge riconosce esclusivamente i corsi erogati in aula perché i corsi online non sono validi in nessun modo, eppure purtroppo sono moltissime le realtà che li erogano su Internet!

In ultimo, fate attenzione ad un importante particolare il corso non può essere solo teorico, la normativa prescrive  che, al termine dei seminari deve essere svolta una prova sul campo, in cui i lavoratori devono dimostrare di saper effettuare correttamente un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca.

 

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